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Identità.



Vendere non mi piace mica tanto.
Vendo merci inutili a personaggi inutili. E, particolare non trascurabile, le vendo per conto di altri.
 
Lavorare per i corsi di alfabetizzazione informatica della Regione Lazio non mi piace per un cazzo.
Lavoro male e mal pagato, tentando di seguire un programma improponibile stilato da qualcuno che poi in mezzo a 70enni che non hanno mai visto un pc non ci è evidentemente mai stato.
E i miei colleghi sono un mix di damine da oratorio e mezzi nerd.
 
Recapitare pizze a domicilio... neanche quello mi entusiasma. Almeno sto per cazzi miei e in macchina mi ascolto 87.9 e i Rancid, e vaffanculo.
Ma anche lì...faccio guadagnare centinaia di euro a sera a un tizio che poi tra pacche amichevoli e avanzi di pizza del pomeriggio spacciati per cena mi fa pagare 2 euro una moretti da 66.
 
Ah, però studio,sapete? Ah, si si.
Studio storia. Però non mi piace per niente.
Anzi, è la cosa che mi piace meno di tutte.
Un po perché mi piace studiare solo quando voglio e solo quello che mi pare, un po’ perché nel vostro giochino di raccolta punti premio io non ci vorrei proprio stare.
 
Tri-lavoratore insoddisfatto, studente prossimo a mollare botta.
Dotato di Punto del 1997, 144.000 km sulle spalle, 1200 euro l’anno di gestione. Sempre piena di pacchetti di marlboro.
Casa in affitto, come dire che butto mezzo stipendio tutti i mesi sperando che i padroni di casa non alzino la posta in palio.
Però vivo da solo. Eccheccazzo, almeno questo.
 
Sono un uomo senza identità.
Mi piacerebbe dire che sono fiero e felice di essere...che cazzo ne so, un operaio, un indipendentista che va in giro ad attaccare adesivi con scritto "en català", un ultrà della Roma, una foca monaca, un accordatore di clarinetti. O un aspirante qualcosa.
Qualcosa.
Mi piacerebbe avere qualcosa da difendere.
 
Al momento mi masturbo mentalmente con gli Statuto, i Clash e la collezione di sciarpe delle tifoserie antifasciste di mezza Europa.
Ah, leggo più volte al mese La Guerra Civile Spagnola di Paul Preston sperando che ogni volta vada a finire bene.
Dopo tre volte ho capito che non sarebbe successo, e ho cominciato a credere almeno nel pareggio.
Poi ho deciso di saltare semplicemente gli ultimi tre capitoli.

Questo è quanto.
Benvenuti.


Pubblicato il 3/5/2007 alle 0.15 nella rubrica Diario.

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